Il punto di vista
Dipende sempre da chi guarda, più che dal che cosa guarda.È una delle prime “regole” che insegnano ai corsi di scrittura creativa, cui peraltro credo poco. Ma forse sbaglio io a essere così perentoria, perché poi – anche qui – dipende. Quest’estate, mentre divoravo chilometri su chilometri a piedi, a Vienna, ho pensato molto al punto di vista. Vienna dove ho abitato per un po’ è una città quasi perfetta, pulita, ordinata, ricca di verde e di spazi comuni. Non dico anche “accogliente”, perché il Nord rimane il Nord e noi per loro rimaniamo soprattutto «Italiener», quindi sostanzialmente poco affidabili e simpaticamente fantasiosi, a prescindere. Una città in cui il punto di vista, lo senti e lo vedi, lo ammiri perfino, ma è sempre lo stesso. Il medesimo, imperiale, inappuntabile, altero, grandioso, imperturbabile punto di vista di una città che è stata il e al centro esatto della mitteleuropa per più di un secolo e dove quel che vi confluiva, è sempre stato organizzato, inglobato all’interno di un medesimo milieu. Vienna è bellissima, ma a …
