Author: Manuela La Ferla

Dalla parte del testo

Perché dovresti aver bisogno di un editor? Sai già cosa vuoi scrivere e come. Perché rivolgersi a un professionista se gli editori hanno – o dovrebbero avere – i loro editor dedicati? Ho lavorato per decenni in alcune tra le maggiori Case editrici italiane, imparando questo mestiere dall’interno. Ma gli editori hanno sempre meno tempo da dedicare agli autori e ai loro testi. Per capire cosa serve a uno scrittore serve sensibilità, esperienza e conoscenza. Bisogna saper stare dalla parte del testo e riportare l’attenzione alla scrittura. Ecco perché di Casa dell’autore® ce n’è una sola e siamo noi.

Una passeggiata con l’autore

L’editing, arte rara e difficile, fiorisce ovunque, quasi fosse una pratica di cui poter abusare con leggerezza. Ma il punto non è mai scrivere un libro, il punto è cercare di capire se, dove e come poter intervenire.  Casa dell’autore propone una modalità di lavoro forte di trent’anni di esperienza editoriale. Fiducia reciproca e un clima piacevole come una passeggiata. Qualcuno che cammina a fianco dell’autore, non lo precede e non lo segue: lo accompagna. Una vera e propria mediazione editoriale fuori dalle case editrici, un lavoro che rimette al centro il testo, nel rispetto per i tempi e i modi della scrittura dell’autore. Il pensiero uccide l’ispirazione, lo stile vincola il pensiero, la scrittura ripaga lo stile. – Walter Benjamin

Luoghi non comuni

Vero o falso? Sono tanti i luoghi comuni da sfatare sul mestiere dell’editor. Vero: Un autore affermato può avvantaggiarsi del lavoro di un editor professionista. Anzi, sono proprio gli scrittori che hanno già un editore di riferimento a rivolgersi a Casa dell’autore. Perché? Perché per ogni libro serve arte mimetica, dedizione, esperienza e una buona dose di psicologia. Serve talento da entrambe le parti. Falso: L’autore che non trova l’editore, ha bisogno dell’editor per trovarlo. Perché? Perché se un testo non funziona un editor non dovrebbe lavorarci. Falso: A chi scrive importa solo di raggiungere più lettori possibile. Perché? Perché in realtà l’autore è sempre più solo, alla fragilità e alla qualità di uno scrittore non pensa più nessuno. Vero: L’editing aiuta il testo a crescere, rispettandolo. Perché? Perché esiste un punto esatto e non negoziabile in cui il testo diventa ciò che essenzialmente è. Oltre diventa accanimento redazionale e bisogna sapersi fermare. Falso: I libri sono prodotti editoriali, a contare ormai è più il “pacchetto” che il suo contenuto. Perché? Perché i libri sono …

E

E allora scrivo e chiedo scusa a chi sa farlo molto meglio di me. Scrivo per appuntare a matita le cose che ho imparato. Quello che ho capito e quello che ho accettato in un lasso di tempo che se non fosse vero sembrerebbe inventato. Scrivo perché non conosco altro modo di nominare le cose, dar corpo ai pensieri, disegnare un desidero. E il mio desiderio è assai piccino e gigantesco insieme. È un desiderio per ogni adolescente, di ogni Luogo o Continente, perché possa ricominciare a vivere, a incontrarsi, a crescere, a stupirsi e a innamorarsi. Li stiamo indebitando a vita e gli impediamo (anche) di andare a Scuola. Basta fermo immagine, basta dissolvenze, i ragazzi devono poter tornare a stare insieme, sbagliare, provare. Devono poter vivere liberamente. E mentre fuori piove e arrivano i Vaccini, mentre i miei Autori scrivono e io leggo, mentre mio figlio fa i compiti e io lavoro da casa, mentre il mondo è in attesa e siamo tutti fermi al semaforo cromatico, mentre mi sento in colpa con …

Buone notizie

Abbiamo bisogno di buone notizie. Abbiamo un grande bisogno di comunicazioni leggere, veloci, mirate, sensate. Ci sarebbe bisogno di Teatro ovunque , se è vero che da Aristofane in poi è quello il Luogo dove sussurrare all’orecchio dello spettatore per invitare a pensare, capire, (intra)vedere punti di vista diversi. Però i Teatri li hanno chiusi, di nuovo, e sull’Editoria preferisco sorvolare, perché se c’era un “insegnamento pandemico” da trarre era quello di ricominciare a pubblicare meno e meglio. E comunque. Siamo in overdose da bollettini medici, chiacchere da salotto giornalistico, pareri di esperti, opinioni via social, e via discorrendo. Ma “noi” che non produciamo mascherine, non siamo in corsia, noi possiamo solo lavarci le mani e star distanti, dunque? Oppure possiamo provare a pensare e far pensare? Avete letto il libro di Alessandro Baricco, Quel che stavamo cercando ? Un testo in veste meravigliosamente snella e digitale: https://libroprivato.it/ Fatelo girare, per favore. Aiuta a innalzare lo sguardo, guardare da sopra le cime degli alberi. Ridare sacralità alla parola, centralità al pensiero e all’immaginazione. «Dove non …

Ho

Ho capito molte cose restando ferma Ho capito cosa ho Ho smesso di desiderare cosa non ho Dovrebbe valere anche per la scrittura Fare progetti realizzabili, auspicabili non fingere di essere quel che non si è Mi è capitato molte volte di sentirmi dire: vorrei scrivere un giallo… perché li leggo tutti, sa? vorrei scrivere un romanzo di viaggi … perché mi piace viaggiare, vorrei scrivere … ma non l’ ho mai fatto. Ho sempre detto di no Perché la scrittura la puoi anche nascondere la puoi forse mimetizzare tra le pieghe di un’altra penna ma non te la puoi inventare Sarà per questo che sono sempre stata contraria alla scrittura creativa, so bene che a molti piace scrivere, di sé soprattutto, alcuni mi cercano e tutti, ma proprio tutti, pensano di essere unici ho questa vita qua, ho voglia di raccontare questa cosa qui, ho capito che se scrivo… Ho sempre detto di no perché non si tratta di desiderare, si tratta di talento, di suono, musicalità La scrittura va rispettata, ma solo se …

Un due tre Stella

È accaduto all’improvviso, qualcuno ha detto: «Un due tre Stella», non so chi è che si è voltato e ci ha abbracciato tutti con lo sguardo. So che noi tutti, nel mentre accadeva, non ci siamo visti, è stato un naufragio senza spettatore, ma ci siamo fermati tutti in un istante. Immobili.

Lettere da un altro mondo

Mentre stavo pensando a cosa pubblicare sul mio picciol blog per Natale, ho ricevuto questa bella lettera di Gherardo Gambelli, un  sacerdote mio amico che da Firenze è volato in Africa più di nove anni fa. Da tempo sta lavorando a un progetto di costruzione di una Scuola a Mongo dove ora risiede stabilmente. Il Ciad è al 183° posto su 187 Paesi per l’indice di sviluppo umano e l’80% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. In particolare, si tratta di  una zona del Ciad con più del 90% di popolazione musulmana e proprio quest’estate Gherardo ci ha raccontato come – paradossalmente – tutto ciò che a noi appare lontano e divisivo, lì diventi motore di accoglienza e confronto se è vero, come è vero, che i bambini musulmani e cristiani studieranno insieme.   Non c’è molto altro da aggiungere, credo. Buona lettura, se la leggerete. Auguri per un 2020 di Pace. Mongo, 18 dicembre 2019 Carissimi/e, Rientrando dalle vacanze in Italia, mi sono fermato per qualche giorno a N’Djamena per salutare …

Una questione di stile

Regina degli uffici stampa, grande nuotatrice (e amica), vorrei poter dire subito che questa non è una recensione e che personalmente devo molto a Valentina Fortichiari, in primis la felicità che mi ha sempre regalato avere la sua stima. Quando arrivai in Longanesi conoscevo già Valentina perché scrivendo un po’ sui giornali, la Fortichiari era il riferimento princeps per i contatti con autori ed editori. Correva voce che non fosse facile andare d’accordo con lei in qualità di editor delle case editrici che magistralmente rappresentava. Quindi sì, confesso che un po’ la temevo.  Invece, come accade tra persone che si riconoscono e rispettano, avvenne il miracolo (per me). Forse fu solo onesta e sincera, reciproca simpatia. Non so, posso solo dire che ho imparato tantissimo standole a fianco. L’ho vista sempre defilata in occasioni pubbliche che aveva peraltro organizzato in modo perfetto, mai seduta nelle prime file durante le presentazioni, sempre attenta a un milione di particolari, compresi i gusti alimentari e le non poche idiosincrasie degli autori da portare in giro per l’Italia in …

Svevo al femminile

Della scrittura di Silvia Cassioli mi sono innamorata in un istante. Ricordo ancora l’attacco fulminante del suo primo testo letto e un canovaccio enorme dove, in odor di strutturalismo, aveva incasellato la vita dei suoi personaggi. Silvia è una sorta di Svevo alle prese con i suoi Zeno, Alfonso ed Emilio. E non sto esagerando. Ha una dedizione assoluta per la parola e un’incredibile sensibilità letteraria. E poi scrive in modo, posso dirlo? Sublime. Ci sono lingue che arrivano subito. Arriva il suono prima ancora del senso. La frase si compone come musica nella testa e tu pensi: “Ecco, un vero autore”. Da poco è uscito il suo libro: Il figliolo della Terrora, per la casa editrice Exorma che pubblicherà anche i prossimi. È un libro ricco di personaggi soprattutto femminili, che si esprimono in un suadente e seducente toscano e sono tutti legati a filo doppio tra loro. La Rosina Terrosi, la Terrora del titolo, nasce nel 1926, suo figlio Omero nel luglio 1948, il giorno del compleanno di Togliatti, insieme a loro conoscerete …