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E allora scrivo e chiedo scusa a chi sa farlo molto meglio di me. Scrivo per appuntare a matita le cose che ho imparato. Quello che ho capito e quello che ho accettato in un lasso di tempo che se non fosse vero sembrerebbe inventato. Scrivo perché non conosco altro modo di nominare le cose, dar corpo ai pensieri, disegnare un desidero. E il mio desiderio è assai piccino e gigantesco insieme. È un desiderio per ogni adolescente, di ogni Luogo o Continente, perché possa ricominciare a vivere, a incontrarsi, a crescere, a stupirsi e a innamorarsi. Li stiamo indebitando a vita e gli impediamo (anche) di andare a Scuola. Basta fermo immagine, basta dissolvenze, i ragazzi devono poter tornare a stare insieme, sbagliare, provare. Devono poter vivere liberamente. E mentre fuori piove e arrivano i Vaccini, mentre i miei Autori scrivono e io leggo, mentre mio figlio fa i compiti e io lavoro da casa, mentre il mondo è in attesa e siamo tutti fermi al semaforo cromatico, mentre mi sento in colpa con …
